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articoli su cesarino vincenzi


 

 Novità :

 

In prossimità del  centenario della nascita dell'Artista Bolognese.

 

Sono in programmazione diverse manifestazioni Artistiche Culturali per Ricordarlo .

 

 

 

- Lunedì 21 Aprile 2014  presso la parrocchia di San Giovanni in Triario verrà ricordato il Celebre  Artista e verranno presentati e commentate alcune sue opere scultoree come ad esempio un suo noto presepio composto da molti personaggi del luogo ritratti nei primi decenni del 1900.

 

 

 

 

 

 Qui in basso petete anche vedere un Servizio  tratto da un recente Telegiornale regionale che mostra le statue del Prof. Vincenzi.

 

 

 

 Clicca  sull'immagine  sopra , si aprirà un  Video tratto da TG3 del 19 aprile 2014  

 

 

http://www.avvenire.it/   dicembre 2004

Cesare Fantazzini

Ha compiuto da  poco 90 anni il professor Cesarino Vincenzi, lo scultore e pittore bolognese che ha dedicato al tema sacro gran parte della sua lunga e feconda attività artistica.

Le numerose Immagini della Madonna da lui realizzate sono un poema di grazia e di purezza. Nell'album delle opere troviamo porte bronzee per chiese e santuari, «Vie crucis», campane istoriate ed episodi evangelici che rivelano una fede limpida e profonda.

I «suoi» Santi sono espressione di un'umanità autentica, trasfigurata dalla Grazia. Tra questi, particolarmente vicino al suo cuore rimane S. Pio da Pietrelcina, che ha personalmente conosciuto e quotidianamente incontrato nei mesi di permanenza a S. Giovanni Rotondo, quando fu chiamato a dipingere una parte della chiesa conventuale. A questo Santo ha dedicato tante opere importanti, compresa quella recentissima in cui rivivono con forza l'umanità e la fede del grande Cappuccino.

Per non parlare poi dei suoi celebri ritratti, dei suoi Presepi bolognesi: quello della Metropolitana di S. Pietro, di S. Giacomo, di S. Bartolomeo e del Sacro Cuore (Salesiani); in queste creazioni emergono le espressioni vive della gente umile: quella che ha popolato le nostre campagne nel secolo scorso.

Da sempre vicino al movimento cattolico, Cesarino visse all'epoca con grande partecipazione l'eroico sacrificio di Giuseppe Fanin; ne modellò poi l'immagine penetrandone il carattere, mite e al tempo stesso risoluto e forte, in un medaglione bronzeo posto nell'ufficio amministrativo del cinema teatro di S. Giovanni in Persiceto, dedicato appunto al martire. Di Fanin, Vincenzi eseguì anche un busto, su richiesta dell'allora arciprete don Guido Franzoni, fratello di monsignor Enelio. L'opera fu donata al  Papa Pio XII, durante l'udienza che il grande Pontefice concesse ad una delegazione persicetana il 4 novembre 1952.

Oggi, le numerosissime opere di Cesarino Vincenzi, nel loro insieme, rappresentano un vero e singolare atto di fede.

 

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  • Il resto del Carlino    GIOVEDÌ 3 FEBBRAIO 2011  

 

IL LUTTO A 96 ANNI. I FUNERALI DOMANI ALLE 10 IN SANTA RITA

Addio a Cesarino Vincenzi,artista del sacro e del profano

 

CESARINO Vincenzi nella foto), noto pittore e scultore bolognese, ci ha lasciati.

Ultimamente aveva il suo studio in un casolare di campagna dove veniva ogni giorno a

lavorare, accompagnatodalla moglie Zaira.

I funerali saranno celebrati domani alle 10 nella

chiesa di Santa Rita in via Massarenti.

Nella sua lunga vita (aveva 96 anni),

Cesarino ha realizzato un numero incalcolabile di

opere: sculture, dipinti ad olio e affreschi.

Si potrebbe definire ‘artista del sacro’, ma non solo:

la sua arte era destinata sia agli intellettuali che

alla gente comune.

c. f                        

 

 

NEI COLORI e nelle terre dei suoi

lavori il rapporto tra memoria e realtà risulta una costante. Connotazioni

temporali, è stato detto, ma di sapore

rivolto a un presente declinato secondo un gesto estraneo agli stereotipi figurativi, qualcosa di innato alimentato da un candore che supera la caratterizzazione e la tipizzazione linguistica.

CESARINO Vincenzi si è misurato con il proprio tempo raccontando

suggestione e maraviglia, trascrivendo le emozioni dettate da una vita

che deve aver considerato uno spettacolo grandioso, anche perché orchestrato secondo un fluire non disgiunto

dai colori della trascendenza. Vincenzi si è raccontato rapportandosi dunque a ciò che gli era più prossimo, soppesando tuttavia il visto al di là delle

apparenze. Tra pittura e scultura il

rapporto esistenziale di Vincenzi si è

svolto secondo un percorso di lunga

durata: l’artista se ne è andato dopo

aver superato la soglia dei novant’anni, dopo aver preso appunti dalle cose

e dalla luce, dai tratti di pigmenti come dalle pietre, soprattutto dopo aver

stabilito un contatto speciale con quella che considerava la profonda

sacralità del quotidiano.

HA RACCONTATO il passato

che più lo ha emozionato, tra cui vicende ambientate nel turrito panorama della vecchia città, ha passato in

rassegna un numero incredibile di elementi plastici quali figure di antichi

presepi per poi farne una reinterpretazione in chiave attuale. Emblematico

l’insieme dove compaiono personaggi

ripresi dal vero.

BOLOGNA vanta una grande tradizione in campo presepiale. Basti ricordare i miniaturisti e gli artigiani

medievali, nonché il più antico gruppo di figure dell’Abbazia di Santo

Stefano, quell’insieme dove si evidenzia la riproduzione dei luoghi santi.

Vincenzi si è inserito con merito in un

contesto particolare, un mondo dove

la vita è rappresentata con l’onestà di

chi accompagna il proprio gesto al desiderio di un indistinto prossimo alla

trascendenza.

f. b.

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            La Repubblica 04 - 02 - 2011

Addio a Vincenzi artista della Certosa

SI È spento il 2 febbraio all' età di 96 anni Cesarino Vincenzi, pittore e scultore, autore del grande soldato in bronzo, monumento per i Caduti in Russia (1941-1945), nel Chiostro VII della Certosa. Vincenzi si era formato al Liceo Artistico di Bologna, e poi perfezionato in scultura all' Accademia. È di sua mano il busto di Robert Schumann esposto a Strasburgo nelal sede del Parlamento Europeo, ma la parte più ampia della sua produzione è proprio alla Certosa di Bologna. Al cimitero monumentale sono collocate le Pietà delle tombe Grassilli, Cuppini e Zaniboni, e il Cristo Risorto del sepolcro Corradini, opere realizzate alla fine degli anni ' 50. È invece all' Accademia delle Scienze di via Zamboni il busto di Guglielmo Marconi.

 

 


AVVENIRE   Domenica 29 dicembre 2002

 

Nei presepi di Cesarino Vincenzi si trova l'anima della nostra gente

Cesare Fantazzini

 

Tra i presepi celebri di Bologna vanno considerati a pieno titolo quelli appartenenti rispettivamente alla Metropolitana di S. Pietro, alla Basilica dei Ss. Bartolomeo e Gaetano, alle chiese di S. Giacomo Maggiore e del Sacro Cuore (Salesiani). Le quattro composizioni sono costituite ciascuna da pregevoli statue di Cesarino Vincenzi, scultore e pittore bolognese di lunga e feconda attività artistica. Infatti, come noto, sue opere di prestigio sono presenti nella nostra città e in numerose altre, italiane ed estere. A titolo di esempio, ricordiamo la statua bronzea di S. Francesco, nel piazzale dell'Annunziata; il monumento ai Caduti in Russia alla Certosa; numerosi busti di personalità famose e le sculture dedicate a S. Pio da Pietrelcina, compreso il grandioso rilievo bronzeo della cripta di S. Giovanni Rotondo, dove riposa il santo Cappuccino. Nei personaggi dei suoi presepi Vincenzi esprime l'anima della nostra gente, specie di quella umile delle campagne e dei borghi bolognesi. Si tratta di ritratti vivi, presi dal vero tra le persone care e stimate, aventi caratteri ben definiti. Nel presepio della Cattedrale di Bologna, realizzato nella seconda metà degli anni '50, è riconoscibile da sinistra in piedi il canonico Mario Ghedini, attuale parroco alla Beata Vergine del Soccorso e all'epoca cappellano in S. Pietro. Poi la sorella dell'artista, Maria, con il figlioletto Stefano che si ritrae stupito contro la gonna della giovane mamma; poi le due figure femminili: la ragazza contadina e la donna anziana; quest'ultima è il ritratto fedele della sorella del canonico Remo Lucchini (1873- -1945), parroco di Calamosco, la località in cui allora l'artista viveva. Nel presepio di S. Bartolomeo si nota, tra gli altri personaggi, un fanciullo che con espressione innocente e gioiosa indica Gesù Bambino. Al Sacro Cuore, le statue, da tempo inutilizzate, sono bisognose di restauri. Tuttavia, la Madonnina orante è un capolavoro di semplicità e di grazia. A San Giacomo infine troviamo alcuni bambini intorno al neonato Gesù; uno di loro, con il dito sulla bocca invita al silenzio, per non turbare la contemplazione del Messia. Poco oltre la figura di S. Giuseppe, appare il volto del canonico Architetto e professore Angelo Raule (1889-1981), autore di numerose pubblicazioni di carattere storico e artistico. Altre figure riportano alla vita austera delle campagne intorno a Bologna. «Vincenzi mette in dimensione plastica - scriveva un autorevole critico e storico dell'arte - visioni spesso legate alla narrazione di salvifiche virtù... La sua scultura ha le doti di chi conosce gli ardori semplici della confidenza nella santità». Vedendo infatti i presepi di Cesarino ci si immerge inevitabilmente in un mondo pulito, la cui autenticità di sentimenti ben si addice all'evento gioioso del Natale.

 

il presepe di S. Pietro

 

il presepe di S. Giacomo Maggiore

 

 

 

 

 

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